Foto intime e finte poliziotte da fiction: individuate due truffatrici dalla Postale di Ancona

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ANCONA – Individuate due giovanissime truffatrici, poco più che ventenni – una italiana e l’altra brasiliana – entrambe residenti in Romagna, dalla Polizia Postale e Comunicazioni delle Marche. I fatti iniziano a cavallo tra il 2019 e il 2020 e si formalizzano in una denuncia querela presentata alla Postale di Ancona . Apparentemente sembra trattarsi di un caso di sex extortion. Incontro in chat e sui social, immagini di bella signora o di avvenente ragazza, talvolta coinvolgimento sentimentale o erotico, richiesta di immagini senza veli della vittima, generalmente di sesso maschile.

Segue richiesta di denaro, pena la diffusione delle immagini sui social e sulla piattaforma “you tube”. In questo caso la dinamica è stata differente, i fatti si sono svolti in modo diverso. La vittima durante una navigazione internet clicca sul banner pubblicitario di un annuncio di un sito di incontri, entra in chat, attraverso l’applicazione WhatsApp, con una ragazza che, dopo avergli chiesto foto del viso e parti intime, senza però ottenerne, provvede lei stessa ad inviargli sue foto intime e, dichiaratasi minorenne, chiede la cifra di 100 euro per un incontro con il ragazzo, che però provvede a quel punto ad interrompere la comunicazione e ad eliminare foto e chat.

Poi la dichiarazione della sedicente ragazza di essere minore e la conseguente richiesta di denaro perché la detenzione dell’immagine costituisce reato. Tanto sostiene la sedicente minore. Tanto ribadisce la “sedicente mamma”, che richiede altro denaro per affrontare le spese dello psicologo cui chiederà aiuto per lo stato di prostrazione in cui è caduta la minore dopo il fatto. In totale, 500 euro. Ma le autrici sono andate oltre. 

Per rendere più credibile e minaccioso il fatto inscenano via filo una denuncia alla locale questura, fingendo di far comunicare un funzionario dell’ufficio minori (ovviamente di sesso femminile) inventandosi un nome di fantasia, peraltro simile a quelli di note fiction televisive. La “falsa funzionaria” assume toni concilianti, quasi materni, consigliando i denuncianti di pagare le spese per evitare che si proceda con la querela, il che comporterebbe spese sicuramente maggiori. La finta poliziotta si rende disponibile a fare da tramite con la denunciante, convincendoli quindi a comporre il dissidio in maniera amichevole, dietro il pagamento della somma richiesta, per ottenere così il ritiro della denuncia in questione.

A questo punto le vittime, a seguito degli architettati convincimenti e pressioni, effettuano il pagamento della somma richiesta. Ma il giorno successivo, recandosi presso la locale Questura all’appuntamento con la predetta sedicente funzionaria, per analizzare l’intera vicenda ed avere chiarimenti in merito, apprendono la di lei inesistenza. Si rendono conto del reato subito e sporgono querela.

A seguito delle indagini condotte l’Ufficio ha provveduto a segnalare alla Procura della Repubblica di Ancona, le autrici del reato in questione che, non nuove ad analoghe illecite attività, risultano annoverare diversi pregiudizi di polizia specifici, posti in essere proprio con il medesimo e descritto modus operandi.

In questo periodo – è il quadro tracciato dalla Polizia Postale e Comunicazioni delle Marche – le richieste di amicizia sui social si allargano tantissimo, complici il caldo e la minore voglia di uscire se si è in città, la maggiore disponibilità di tempo dovuta all’inizio o all’avvicinarsi delle ferie estive, l’allentamento delle restrizioni e della tensione dovuti all’uscita dal lock down. Non solo su Facebook e su Istagram ma anche skype, whatsapp, telegram e tutti i canali di “istant messaging” dove si riversano le richieste di conversazioni private e soprattutto di immagini, sono presi di mira. 

Le vittime sono sono professionisti, imprenditori, studenti, operai, tutti insomma, e di quasi tutte le fasce d’età. Ma attenzione. Il consiglio delle forze dell’ordine è: prudenza e cautela nell’accettare proposte di amicizia, nell’intessere storie sentimentali, anche di lunga data, quando non si può verificare l’effettiva identità del soggetto con cui ci intratteniamo. Quindi, verifichiamo chi sono i “contatti” della ragazza che ci sta contattando: se sono tutti di sesso maschile, se tra di essi ci sono molti dei nostri stessi “contatti”, dovremmo insospettirci un po’. A maggior ragione se il profilo della ragazza è stato aperto di recente, se parla un italiano un po’ stentato, se è bellissima e sfortunata o bellissima e disponibile. Verificare sempre. 





fonte Centropagina

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