molti ragazzi sono andati anche in altri locali»

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molti ragazzi sono andati anche in altri locali»


SAN BENEDETTO – «Eravamo a cena, ma la maggior parte di noi si trovava all’aperto, vicino al la spiaggia». A parlare è uno dei venti ragazzi che risultano contagiati dopo la serata nello chalet sambenedettese. «Era un semplice “aperitivo cenato” – spiega – che si svolgeva prevalentemente all’esterno, sul lato Est della struttura, verso il mare. Le mascherine, comunque, venivano indossate. Per mangiare o bere si abbassavano, certo, ma non ho notato comportamenti particolarmente irresponsabili». 


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Il ragazzo, poco più che maggiorenne, ha lievi sintomi, tosse e spossatezza ed ora è in casa, nella propria stanza, con i familiari che per il momento risultano negativi al tampone. «Quando si è sparsa la voce che c’era un sintomatico siamo stati contattati dall’Asur e ci siamo sottoposti al tampone, quindi per quanto mi riguarda è arrivato il responso della positività al virus. Poi è uscito fuori il nome di un altro chalet, sempre a San Benedetto, dove si sarebbero sviluppati altri contagi che sarebbero collegati in qualche modo a quella cena». Cena che si è tenuta nella prima parte della serata: «Era molto presto – dice – abbiamo cominciato a mangiare che saranno state le 20 e siamo stati lì un paio d’ore abbondanti. Poi qualcuno ha continuato a girare per altri locali mentre altri, come me, sono tornati a casa. Era una serata normalissima, organizzata dal locale. Si pagava alla romana, ognuno per sé». Ora sono tutti con il fiato in sospeso. Chi è positivo sa che dovrà restare in casa e aspettare il tampone negativo mentre chi è ancora negativo, e soprattutto i familiari dei ragazzi, sono in attesa di conoscere gli esiti degli ulteriori tamponi ai quali si sono sottoposti. Il timore non è tanto per i ragazzi quello di avere contratto il Coronavirus quanto di potere infettare familiari che non hanno fatto o non hanno ancora completato il ciclo di vaccinale. Specie se si tratta di variante Delta, purtroppo molti casi avvenuti in Inghilterra, dimostrano che una sola dose di vaccino è insufficiente per non contrarre il virus.

 

Ultimo aggiornamento: 09:33


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fonte Corriere Adriatico

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