Platani agli Archi, il Comitato territoriale: «Non abbatteteli, sono un pezzo di storia del quartiere»

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Platani agli Archi, il Comitato territoriale: «Non abbatteteli, sono un pezzo di storia del quartiere»






Redazione

02 luglio 2021 14:35



«Non abbattete i platini di via Marconi»: Il Consiglio territoriale di partecipazione lo grida a gran voce chiedendo di rivedere la scelta all’amministrazione comunale. «I platani rimasti – si legge nella nota – sono l’ultima dimostrazione preziosa dell’aspetto originario del rione Archi che non deve essere disperso. La convinzione del valore di una testimonianza storica così preziosa per il rione Archi e per  tutta la città si aggiunge alle considerazioni sull’importanza per l’ambiente degli alberi di  prima grandezza. Considerazioni che dovrebbero essere ormai sensibilità e cultura  comune. I platani non si abbattono, oltre ad essere bellissimi, essi sono preziosi per  l’assorbimento dello smog, la qualità dell’aria e garantiscono un’ombra che gli alberi di  piccola taglia non possono assicurare. La cura del verde pubblico cittadino è una  responsabilità affidata all’Amministrazione Comunale. È grave che l’amministrazione  Comunale di Ancona non si sia ancora dotata di un Piano del Verde previsto da normative regionali e nazionali».



Prosegue il comunicato del Ctp3 che si schiera al fianco delle associazioni ambientaliste Pungitopo/Legambiente e Italia nostra: «Pensiamo ad una città con meno cemento e più alberi. Sono già stati abbattuti dei platani. In piazza del Crocifisso per pure esigenze estetiche. Gli alberi, i parchi piccoli e grandi della città e il  verde pubblico cittadino sono ormai una necessità per la qualità della vita e della salute  dei cittadini del pianeta e per combattere i cambiamenti climatici che provocano danni  ambientali enormi. Ci aspettiamo che ora l’amministrazione comunale riveda il  progetto in corso d’opera e che si doti prima possibile degli strumenti per realizzare una  moderna, scientifica e partecipata gestione del verde pubblico cittadino».









fonte AnconaToday

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