Variante Delta e vaccini, tra prima e seconda dose. Ecco cosa c'è da sapere

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Ok alla seconda dose di AstraZeneca per chi rifiuta il mix di vaccini. Giacometti: «No alla somministrazione sotto i 60 anni»


ANCONA – «Chi ha effettuato una sola dose di qualsiasi vaccino è meno coperto dalla risposta immunitaria, soprattutto se è stato vaccinato con AstraZeneca». A fare chiarezza sulla copertura dei vaccini con la variante Delta che si sta diffondendo nel Paese e anche nelle Marche, è il professor Andrea Giacometti, primario della Clinica di Malattie Infettive di Torrette.

L’infettivologo spiega che «a seconda degli studi effettuati, la copertura con una dose sola di AstraZeneca non supera il 60%, probabilmente è molto inferiore. Quindi è chiaro che in queste condizioni si rischi il contagio, anche se mediamente la malattia dovrebbe avere un’espressione meno grave, con ridotto rischio di ospedalizzazione».

Secondo l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, due dosi di vaccino (di tutti e quattro i sieri autorizzati) proteggono da tutte le varianti, inclusa la Delta. Per quanto concerne la vaccinazione eterologa, il professor Giacometti si dice «d’accordo con chi sostiene che l’eterologa può essere addirittura migliore della doppia dose di qualsiasi vaccino, sicuramente più della doppia dose di AstraZeneca, soprattutto perché lo stimolo immunitario è diversificato e “più ampio”».

Si diffonde di più fra i giovani

La variante Delta «si diffonde facilmente fra bambini e ragazzi» fa notare il primario, nel precisare che «in loro produce solitamente una sintomatologia simile al comune raffreddore o passa in maniera del tutto asintomatica. Ovviamente ci possono essere eccezioni più gravi».

I giovani però possono agire da vettori dell’infezione, trasferendola in maniera inconsapevole alle fasce della popolazione di età più avanzata e dunque più vulnerabili. «Dai giovani – spiega –  l’infezione può diffondersi agli anziani, se non vaccinati, ed in questi la malattia può anche essere grave, con polmonite e tutto il resto della sintomatologia».

Sul tempo necessario a scatenare il contagio, Giacometti precisa che si tratta di «una vecchia storia» sulla quale però non ci sono certezze.

«È ovvio – specifica – che più il virus diventa contagioso, più è facile che una dose minore, ossia meno virus nell’aria e una esposizione più breve, anche di pochi secondi, come togliendoci la mascherina per mangiare o per parlare meglio a chi ci sta di fronte, può essere sufficiente per contrarre l’infezione. È quello che in fondo accade con il comune raffreddore: basta stare pochi secondi vicino a chi starnutisce o tira su con il naso ed il gioco è fatto».

Quante seconde dosi nelle Marche?

Centro vaccini al PalaPrometeo di Ancona – la preparazione delle dosi

Nelle Marche sono 1.321.924 le dosi di vaccino somministrate, su 1.469.256 consegnate, un 90%. A ricevere la seconda dose è l’88,54% degli over 80, il 58,74% delle persone nella fascia 70-79 anni e il 44,35 di quelle nella fascia 60-69 anni.

Scendendo con l’età, scende anche il livello di copertura relativo al completamento del ciclo vaccinale. A ricevere anche la seconda dose nella fascia 50-59 anni è il 32,83%, nella fascia 40-49 il 20,94% e tra i 30 e i 39 anni il 16,43%. Tra i 20 e i 29 anni solo il 13,18% ha completato il ciclo vaccinale, e tra gli over 12 l’1,83%.





fonte Centropagina

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