Marche, il garante dei diritti: «Più del 70% della popolazione, tra polizia penitenziaria e detenuti, vaccinata con seconda dose»

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ANCONA – «Siamo arrivati a più del 70% della popolazione, tra polizia penitenziaria e detenuti, vaccinata con la seconda dose». Lo ha detto il garante regionale dei diritti Giancarlo Giulianelli, a margine della conferenza stampa di presentazione dei primi quattro mesi di attività, con lo sguardo rivolto anche ai progetti futuri.

Il garante, che si occupa dei diritti dei detenuti, dei minori, della difesa civica, delle vittime di reato e delle discriminazioni, si è potuto presentare ufficialmente solo oggi – 5 luglio – anche in seguito all’infezione di covid-19 che lo aveva colpito nei mesi scorsi.

Dopo una attività capillare fatta di incontri e presa di conoscenza della situazione legata ai servizi dell’ufficio, il garante ha incontrato i giornalisti alla presenza della nuova dirigente Maria Rosa Zampa, precedentemente nella segreteria dell’Assemblea Legislativa delle Marche, per fare il punto sui progetti futuri.
Presente il presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche, Dino Latini, che ha portato un saluto istituzionale, assicurando l’impegno da parte del Consiglio regionale e «la massima attenzione» volta ad «arricchire con nuovi servizi e strutture» l’ufficio del garante, anche sulla base delle «nuove esigenze» emerse alla luce della pandemia.

Giulianelli sul tema delle carceri ha spiegato che nelle strutture penitenziarie della regione «non ci sono problematiche. Ci sono state a febbraio a Villa Fastiggi» dove si era sviluppato un focolaio di infezioni da covid-19, ma «attualmente – assicura – non ho contezza di criticità».

Tra le problematiche poste all’attenzione quella della situazione sanitaria, a causa della carenza di personale specifico a trattare le patologie che affliggono i detenuti. Una condizione di cui «abbiamo già informato i rappresentanti dell’autorità penitenziaria ai diversi livelli ed i responsabili sanitari regionali di settore. Un’interlocuzione che intendiamo portare avanti per trovare soluzioni concrete, invitando le istituzioni a fornire il necessario supporto. Pensiamo anche di attivare nuove collaborazioni per un’unità sanitaria mobile. Teniamo conto che, al di là dei problemi determinati dal Coronavirus, uno degli aspetti da approfondire è quello legato all’aumento delle patologie psichiatriche, che rischiano di diventare il problema dei problemi».

E infatti oltre alle criticità legate alla carenza di agenti di polizia penitenziari, il garante ha evidenziato anche quello della mancanza di personale dedito alle attività trattamentali, come ad esempio di psicologi, ma parallelamente ha rilevato lo sforzo compiuto dal mondo del volontariato.

Giulianelli ha sottolineato la necessità di rinsaldare la collaborazione con il mondo del volontariato e proprio a questo riguardo ha avviato un confronto con il presidente della Conferenza Regionale Volontariato Giustizia delle Marche, Silvano Schembri, per percorsi di reinserimento nella società per i detenuti che si apprestano a raggiungere la fine della pena detentiva, per promuovete opportunità occupazionali e abitative.

«Siamo convinti che queste siano strade importanti da seguire – afferma – per dare un futuro dignitoso a chi esce dal carcere, evitando che possa ricadere negli errori commessi in precedenza». Tra i progetti in fase di realizzazione che riguarderanno i detenuti, sportelli informativi a loro dedicati e corsi di fotografia che si affiancheranno ai laboratori con gli scrittori contemporanei e all’implementazione degli interventi per quanto riguarda alcune coltivazioni.

In fase di realizzazione anche il rinnovo del protocollo d’intesa con Prap e Università di Urbino per il Polo universitario presso la casa di reclusione di Fossombrone, per la formazione dei detenuti, grazie al quale in tre si sono già laureati ed un altro discuterà entro breve la tesi magistrale.

Tra i nodi che il garante ha assicurato di affrontare anche quello dei problemi strutturali degli istituti detentivi. Sul carcere di Camerino, chiuso in seguito ai danni riportati dopo il sisma del 2016, Giulianelli ha evidenziato che «per il bene dei detenuti un carcere dovrebbe essere vicino il più possibile al tribunale che li giudica. Occuparsi della collocazione di una struttura, significa salvaguardare i diritti dei detenuti e di tutti gli operatori chiamati ad intervenire».

Parlando dei progetti futuri ha annunciato un accordo con l’Università degli Studi di Urbino per uno studio sul disagio del mondo infantile alla luce della pandemia di covid-19. La prospettiva è quella di «intervenire sull’abuso di tecnologia» accentuatasi nel periodo delle chiusure scolastiche con la Dad.

In previsione, sempre sul tema dei minori, anche la realizzazione di convegni, finalizzati a promuovere le storie locali. «Un dono che farà il garante» per «rappresentare ai giovani» quelli che sono i personaggi che hanno contraddistinto la storia delle comunità delle Marche: il garante a tal proposito ha citato come esempio Stamira la patriota di Ancona che secondo la tradizione salvò la città dall’assedio di Federico I nel 1173.

Giulianelli ha poi spiegato che porrà una attenzione particolare al tema degli affidi, che vede «una tendenza al prolungamento» e sostegno ai tutori e curatori dei minori. «Abbiamo intenzione di avviare una ricognizione sul territorio regionale per redigere un elenco aggiornato degli aspiranti tutori e curatori e per recepire bisogni e criticità» ha affermato Giulianelli.

In cantiere anche diversi progetti dedicati al mondo della scuola, che vedranno nei prossimi mesi l’attivazione di collaborazioni con enti sulle tematiche riferite non solo dell’abuso tecnologico, ma anche del cyberbullismo e della promozione della legalità.

Tra le questioni che il garante intende affrontare ci sarà anche quella verso il tema della mediazione e dei minori stranieri non accompagnati che nelle Marche nel 2020 sono stati 110.





fonte Centropagina

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