Senigallia senza guardia medica turistica, Mangialardi: «La Regione non perde occasione per penalizzare la Spiaggia di Velluto»

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Il sindaco Olivetti firma l’ordinanza: stabilimenti chiusi alle 21 e spiaggia vietata dalla mezzanotte


La spiaggia di Senigallia

 

«Non si arresta il drammatico e repentino declino che da mesi sta colpendo Senigallia, stretta nella morsa delle due destre: quella regionale, che non perde occasione di penalizzare pesantemente la Spiaggia di Velluto, e quella comunale, guidata da belle statuine piegate ai voleri della giunta Acquaroli e incapaci del minimo di sussulto. La cancellazione della guardia medica turistica nei mesi di luglio e agosto, sempre presente nel corso degli ultimi quarant’anni, ne è l’ulteriore triste conferma».

Maurizio Mangialardi

A denunciare la carenza di un servizio che diventa importante durante la stagione balneare è il consigliere regionale Maurizio Mangialardi (Pd). «Mi chiedo davvero – continua il consigliere dem – quale motivo possa aver indotto la scellerata decisione di eliminare un presidio così fondamentale nella città che da anni detiene il record regionale di presenze, fino a quasi raddoppiare la popolazione residente durante l’estate, proprio nel momento in cui la partita della ripresa del comparto turistico si gioca soprattutto sulla capacità di offrire servizi all’avanguardia di prima qualità».

«L’assenza della guardia medica sul lungomare – conclude Mangialardi – che la Regione Marche era chiamata a garantire a ogni costo e l’Amministrazione comunale di Senigallia a pretendere senza se e senza ma, non sarà indolore. I rischi concreti, infatti, sono due: il primo riguarda l’oggettivo e sensibile abbassamento dei livelli di sicurezza sul litorale, che inevitabilmente arrecherà danni all’immagine della città; il secondo concerne l’intasamento del pronto soccorso dell’ospedale che ne potrebbe scaturire, con pesanti disagi e disfunzioni per cittadini e turisti. Un bel risultato, non c’è che dire, per chi ha cavalcato spregiudicatamente e da protagonista la demagogia e il populismo del Comitato “a presunta difesa dell’ospedale” fino a diventare sindaco».



Fonte CronacheAncona.it

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