Corso sponsorizzato dalla destra, avvocati di Ancona contro il presidente dell'Ordine: «Non vada, faccia un passo indietro»

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ANCONA – Quel corso non s’ha da fare o meglio il presidente non deve andare. Sta facendo discutere gli avvocati un corso di aggiornamento in programma domani pomeriggio (9 luglio) alle 15.30 all’auditorium della ex Fiera della Pesca di Ancona dal titolo “Lotta alla mafia, l’ergastolo ostativo”. A disturbare le toghe è la presenza a quel convegno del presidente dell’Ordine degli avvocati Maurizio Miranda che porterà i saluti della categoria. «C’è un logo politico che lo promuove – dicono gli avvocati dorici, una cinquantina che hanno scritto una lettera a Miranda -, mina l’indipendenza dell’Ordine e crea un pericoloso precedente». Il simbolo è quello di Fratelli d’Italia con la fiamma tricolore sotto, un partito di destra. Anche i partecipanti, ad eccezione di un professore, sono tutti della stessa corrente politica. Pertanto gli avvicati hanno chiesto a Miranda di non andare domani e fare un passo indietro.

Ecco la lettera completa inviata:

“Egregio Presidente,

Le scriviamo, in qualità di iscritti ed iscritte all’Ordine degli Avvocati di Ancona da Lei presieduto, per evidenziare quanto segue.

C’è pervenuta via mail la locandina di un corso di aggiornamento accreditato dall’Ordine sul tema trattato dalla recente sentenza della Corte Costituzionale sull’ergastolo ostativo, dove Lei, in qualità di Presidente appunto, porterà i saluti del nostro Ordine.

Questo incontro però è chiaramente e distintamente organizzato da uno specifico Partito Politico, il cui simbolo campeggia nella relativa locandina.

Ed anche i relatori, ad eccezione di un professore universitario, sono riferibili a quel medesimo Partito Politico.

In qualità di iscritti ed iscritte all’Ordine riteniamo doveroso sottolineare l’inopportunità dell’accreditamento di tale evento da parte del nostro Ordine, così come la Sua presenza in qualità di Presidente. L’Ordine è necessariamente apartitico e dovrebbe rispettare le sensibilità di tutti i suoi iscritti e le sue iscritte che invece con questa precisa scelta di parte viene lesa.

La circostanza che il tema abbia un rilievo per la categoria, non può essere evidentemente sufficiente a giustificare tale commistione che creerebbe, tra l’altro, un precedente pericoloso rispetto all’indipendenza dell’Ordine da Lei attualmente presieduto.

Con questa missiva Le chiediamo pertanto di fare un passo indietro, nel pieno rispetto di ciascuno e ciascuna di noi.

Cordiali saluti”.





fonte Centropagina

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