No vax a scuola, sono in 4.300 (tra prof e personale) ancora senza vaccino. La Regione pensa al giro di vite

0
2
No vax a scuola, sono in 4.300 (tra prof e personale) ancora senza vaccino. La Regione pensa al giro di vite


ANCONA – La lettera del generale Figliuolo arriva alle Regioni quando la miccia è già stata innescata. «Vanno individuate delle corsie preferenziali negli hub per incentivare le vaccinazioni dei professori e del personale scolastico e universitario che ancora non è stato immunizzato», scrive il commissario per l’emergenza Covid e nelle Marche sfonda una porta già aperta.

 

 

 

Perchè già nelle ore precedenti l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini aveva attivato l’Osservatorio epidemiologico per avere le percentuali di vaccinazioni di tutto il personale scolastico nelle Marche e il dato scorporato di quanti ancora mancherebbero all’appello per garantire un rientro in classe in sicurezza. 

I numeri su cui riflettere
Risultato: 4.300 persone ancora sfuggono ai radar (stima per difetto perché manca tutta la parte delle scuole afferenti ai Comuni, ndr), di fronte ad una adesione pari all’88,1% della prima dose e all’80% della seconda che è stata organizzata per fasce di età ma dove non è possibile scorporare il dato riguardante la somministrazione ai docenti e quello della profilassi al personale scolastico. Di certo c’è che 4.300 persone ancora non hanno prenotato la vaccinazione anti Covid e da questa cifra la Regione parte per cercare di capire come fare ad restringere ulteriormente la fascia dei no vax, per scelta o per scarsa informazione. Non esistono vie alternative alla moral suasion, visto che il vaccino per questa categoria non è – come per i sanitari – obbligatorio, dunque non possono scattare provvedimenti per chi decide di non vaccinarsi. L’assessore Saltamartini ha intanto chiesto un incontro al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti, con l’intenzione di studiare insieme un piano prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. 

Il piano da attuare
Una strategia che sta prendendo la sua strada, è quella di fare pressing sulla popolazione a rischio. «Nella fascia di età tra i 60 ed i 69 anni – chiarisce l’assessore – ma all’appello circa il 19% dei marchigiani, mentre tra i 70 ed i 79 anni i non vaccinati sono circa 16mila ovvero il 10%. Dobbiamo insistere su queste categorie, mettere in protezione i nuclei familiari». Secondo i dati aggiornati a ieri (ore 10.30) risultano 32.617 i vaccinati con la prima dose tra il personale scolastico e le Università e di questi 29.784 hanno effettuato anche il richiamo. La percentuale di personale scolastico raggiunta finora dalla prima dose a livello nazionale è pari all’85% e ha fatto registrare un incremento dello 0,5% rispetto al 23 giugno scorso. Ma il generale Figliuolo nella lettera inviata ieri alle Regioni ha voluto spingere ulteriormente sull’acceleratore.

La richiesta
«Per rendere più omogenee le percentuali nelle singole regioni, considerando che diverse rimangono ben al di sotto dell’80% di prime somministrazioni – scrive il commissario – si chiede di attuare in maniera ancor più proattiva il metodo di raggiungimento attivo del personale che non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, coinvolgendo anche i medici competenti per sensibilizzare la comunità scolastica in maniera ancor più capillare». Le Marche in particolare spingeranno sulle vaccinazioni nelle farmacie e stanno organizzando gli Open night per superare anche il problema delle attese con il caldo, mentre sta prendendo corpo il progetto di raggiungere i giovani nei luoghi della movida con punti vaccinali mobili con l’obiettivo di avanzare nella somministrazione prima dell’avvio dell’anno scolastico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



© RIPRODUZIONE RISERVATA





fonte Corriere Adriatico

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here