“Occorre responsabilità, il porto e la città meritano di più”

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Ancona 08/07/2021
– Le vicende legate alla nomina del Presidente dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Adriatico Centrale hanno lasciato l’amaro in bocca agli imprenditori e a tutta la cittadinanza.

e indiscrezioni di stampa hanno dipinto un quadro fatto di scontri politici, locali, regionali e nazionali dove Ancona si è trasformata in merce di scambio, fronte da conquistare, pedina sacrificabile. Una premessa è d’obbligo: la nomina dell’ammiraglio Giovanni Pettorino a commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del medio Adriatico da parte del Ministro Giovannini è sicuramente di alto profilo e, con in più, l’esperienza pregressa anconetana che permette di inserirsi nel Porto di Ancona con equilibrio ed efficienza. Purtroppo però stiamo parlando appunto di un incarico che già oggi è definito a “tempo” e da più parti si richiama la necessità di un’autorità con pieni poteri, per far partire rapidamente i tanti investimenti previsti nei prossimi mesi.

Ancona non può aspettare e per tale ragione la vicenda della mancata nomina che ha portato a questo commissariamento è preoccupante e deve allarmare tutte le forze sociali ed economiche cittadine. Il 13 febbraio 2021 un governo con un’ampia maggioranza ha iniziato un percorso teso a salvare il paese. Forze politiche fortemente contrapposte hanno concordato, dopo molti malumori, che per il bene dell’Italia non si potesse andare ad elezioni e si dovesse tentare la strada di un governo istituzionale teso a portare fuori dalla pandemia il paese intero.

Pretendiamo, nel nostro piccolo, almeno dalle istituzioni locali, regionali e dai rappresentanti istituzionali in parlamento eletti nella nostra regione, di ogni colore e schieramento, che ci sia un senso del bene comune per il capoluogo, almeno paragonabile a quello fatto emergere per il voto favorevole al governo Draghi. Nulla di più e nulla di meno. Lo pretendiamo dopo aver assistito a faide tra schieramenti e all’interno degli schieramenti stessi. Lo pretendiamo dopo aver percepito un mercimonio di poltrone. Lo pretendiamo dopo aver visto quanto la piccola Ancona a livello nazionale conti poco.

Eppure i numeri del porto di Ancona sono tutt’altro che piccoli. Nel primo quadrimestre 2021 ha registrato un movimento merci complessivo pari 3.145.634 tonnellate, con un aumento del +24% rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre per i passeggeri assistiamo ad un aumento di +16% con 86.546 tra imbarchi e sbarchi. Numeri che dovrebbero far riflettere chi sta giocando con la pelle degli operatori e dei lavoratori del porto. Numeri che devono spingere le forze in gioco a trovare un nome per l’autorità portuale in grado di gestire la più grande risorsa della città, che nei prossimi anni movimenterà milioni di investimenti fondamentali per la crescita di Ancona.

Per tale ragione la nostra proposta è quella di costruire un vasto “fronte di salvezza”, fatto da associazioni, sindacati, opinion leader, organi di stampa, simile a quello formatosi per chiedere “l’ultimo miglio”: un avvertimento alla politica per rammentare che la scelta non va fatta sui “nomi da fare”, ma sui “professionisti che sanno fare”. Il porto è il motore principale dell’economia cittadina, non un fronte di conquista. Ancona non se lo merita, non se lo meritano le nostre imprese e chi ama questa città. I responsabili di questo dannoso freno allo sviluppo del porto ora hanno una seconda chance e tutti noi sappiamo che in amore una seconda chance è rara e non può essere sprecata.



fonte VivereAncona

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