Lavoratore ‘sospeso’, il tribunale: «L’agenzia interinale paghi l’indennità»

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Lavoratore ‘sospeso’, il tribunale: «L’agenzia interinale paghi l’indennità»


Il tribunale di Ancona

Era stato assunto da un’agenzia per il lavoro a tempo indeterminato nella sede di Osimo e impiegato in un’azienda del territorio di Ancona. Alla fine della sua missione lavorativa, a causa di mancanza di opportunità lavorative  e per la presenza del divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nell’agosto scorso è stato «posto “semplicemente” in sospensione senza diritto ad alcuna retribuzione, né all’indennità di disponibilità prevista dal Ccnl della somministrazione di lavoro».
A riportarlo è la Nidil Cgil di Macerata, che ha assistito il lavoratore facendo poi sì che lo scorso 26 giugno, il tribunale di Ancona emanasse una sentenza in cui è stato riconosciuto al lavoratore un’indennità per far pronte alla sospensione lavorativa. Una sentenza, per la Cgil Macerata,  «storica per il settore del lavoro somministrato perché rappresenta un fondamentale apripista, essendo la prima decisione giurisdizionale – ha spiegato il sindacato in una nota – emanata a livello nazionale su tale fattispecie di casi, che sancisce un importante principio a tutela dei lavoratori assunti attraverso le agenzie per il lavoro e fa ulteriore e necessaria chiarezza sui meccanismi di una categoria di lavoro che, seppur in continuo aumento, rimane in gran parte sconosciuta».  In quell’occasione l’agenzia per il lavoro aveva giustificato questa sua decisione proprio attraverso la mancata applicazione del Ccnl della somministrazione, poiché ha adottato il proprio regolamento interno.
«Il lavoratore – ha specificato la Cgil – a quel punto si è rivolto al tribunale di Ancona, il quale ha ammesso le ragioni del lavoratore affermando che la mancata applicazione del Ccnl da parte dell’agenzia per il lavoro non può essere addotta come giustificazione e che il diritto del lavoratore assunto a tempo indeterminato in somministrazione – spiegano – non “ha fonte nel contratto collettivo ma direttamente nella legge”».  Viene inoltre aggiunto che «al temporaneo divieto legislativo di licenziare  consegue il temporaneo obbligo di corrispondere questa indennità, dal momento che all’interno del contesto del rapporto di lavoro subordinato il “rischio di impresa” grava sul datore di lavoro, e non può essere legittimamente “scaricato” sulla controparte né sul lavoratore – chiosano – anche in una situazione di improvvisa crisi causata dagli eventi epidemiologici o da “congiunture sfavorevoli di mercato”».
La sentenza viene definita di assoluta importanza poiché fa chiarezza «in situazioni che si possono verificare in un settore come quello della somministrazione di lavoro il cui uso sta crescendo nel nostro paese e proprio per questo motivo è assolutamente urgente che vengano poste regole chiare e condivise per la tutela dei diritti dei lavoratori».



Fonte CronacheAncona.it

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