Europei, controlli rafforzati nell'Anconetano. Il prefetto: «Importante custodire la zona bianca, un patrimonio»

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ANCONA – «Rafforzato il dispositivo di sicurezza in ambito provinciale» in vista della finale degli europei che si giocherà domani – 11 luglio – quando allo stadio di Wembley Italia e Inghilterra si fronteggeranno per l’ambito trofeo Euro 2020.  Lo ha annunciato il prefetto di Ancona, Darco Pellos, nell’ambito della conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo del Governo, ad Ancona.

Maggiori controlli dunque «grazie ad un dispositivo allestito dalla Questura di Ancona, d’intesa con l’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza» e «potenziati tutti i servizi». Il prefetto di Ancona ha sottolineato che «tutti gli uffici di Polizia e i Comandi sono stati attenzionati e sensibilizzati».

La preoccupazione di molti è che gli assembramenti legati al dopo partita possano agire da “incubatori” del contagio, favorendo la diffusione del virus Covid 19 che nelle Marche registra già casi in aumento e una diffusione della variante Delta, oltre ad una serie di cluster nel sud della regione.

Sentito sul rischio che possano svilupparsi nuovi focolai proprio legati ai festeggiamenti del dopo partita, il prefetto afferma che non c’è «nessuna possibilità se vengono rispettate le norme, molto dipende dalla modalità in cui si vengono a svolgere queste iniziative» e poiché in provincia di Ancona «le nostre iniziative vedranno tutte rispettate le norme anti-covid, siamo assolutamente convinti che non si svilupperanno cluster».

La Prefettura di Ancona, capofila delle altre prefetture delle Marche, ha rivolto un appello alle amministrazioni comunali: «Abbiamo chiesto di essere attenti all’organizzazione degli eventi» legati alla partita, afferma Pellos, nell’aggiungere «siamo molto contenti che la Nazionale sia in finale e che sia guidata da un nostro conterraneo, Mancini per noi è un orgoglio e il campionato per noi è già vinto. Siamo già in finale, cosa che ci riempie di orgoglio e soddisfazione».

Ma intanto l’appello alla prudenza e al rispetto delle normative anti-covid è d’obbligo. «L’appello che facciamo alla popolazione è alla moderazione, all’intelligenza – prosegue – e siamo sicuri che i cittadini della provincia di Ancona, saranno capaci di adeguarsi alla moderazione che li contraddistingue nei loro comportamenti e al rispetto delle normative anti-covid».

Il prefetto di Ancona invita la popolazione «all’utilizzo delle mascherine nei casi di assembramento» a «non eccedere con le bevande alcoliche», inoltre aggiunge «abbiamo avuto concreti riscontri nelle settimane scorse, quando la Nazionale si è comportata così bene nel nostro campionato europeo, per cui dobbiamo soltanto continuare così. Abbiamo la certezza che siamo di fronte ad un grande evento, ma anche ad una grande regione e ad una grande provincia, e siamo sicuri che tutti i nostri cittadini risponderanno adeguatamente».

Secondo Pellos «è importante custodire un patrimonio fondamentale» come «la zona bianca» che un aumento dei contagi «potrebbe procurare grande preoccupazione e grandi conseguenze, e tutta la libertà che abbiamo conquistato potrebbe essere compromessa, questo non lo vogliamo. Sappiamo che i cittadini la vedono esattamente come le Istituzioni: c’è sempre stata una grande alleanza fra cittadini e Istituzioni, e di questo siamo contenti».

Il prefetto sottolinea che al di la del potenziamento dei controlli, «molto dipende dal cittadino, dal suo rapporto con il senso di comunità e dal suo essere partecipe alla comunità regionale e provinciale». Sollecitato sull’opportunità dei maxi schermi nelle città, Pellos ha spiegato che «sono molto poche le amministrazioni che hanno aderito» alla loro installazione, citando l’esempio del capoluogo, Ancona, che non ne ha previsti.

Inoltre ha sottolineato che le amministrazioni che li utilizzeranno hanno previsto il contingentamento degli spazi e «la rilevazione delle persone che si aggregano in queste aree, quindi siamo assolutamente in linea».  Nell’Anconetano si hanno notizie di maxi schermi nella città di Jesi, terra di origine del Ct Mancini.

Il prefetto però rassicura: «Sappiamo che l’amministrazione comunale ha preso tutte le iniziative per stare all’interno della normativa». Sul rischio di contagi nei locali, ha ricordato che sono soggetti al rispetto delle normative anti-covid e che «attività di pattugliamento verrà fatta dalle forze di polizia e di controllo sarà finalizzata ad evitare che ci possano essere assembramenti non controllati e situazioni di disagio».





fonte Centropagina

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