Morte di Maddalena Urbani, pusher indagato per omicidio volontario

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Morte di Maddalena Urbani, pusher indagato per omicidio volontario


Maddalena Urbani

 

Sarebbe stata lasciata morire in agonia Maddalena Urbani, dopo l’overdose di sostanze stupefacenti, senza chiamare ambulanza e soccorsi per ore. Un’accusa pesante, quella formulata dalla Procura di Roma, che oggi ha portato all’arresto per omicidio volontario del pusher siriano di 64 anni, l’uomo che il 26 marzo scorso, mentre era agli arresti domiciliari, aveva ospitato la figlia 20enne del medico-eroe Carlo Urbani, l’infettivologo di Castelplanio morto di Sars nel 2003. La ragazza era poi deceduta la mattina del 27 marzo nel suo appartamento, dopo aver assunto la droga sebbene si fosse sentita male già nelle ore serali del giorno precedente. L’autopsia aveva confermato l’arresto cardiocircolatorio come conseguenza di una intossicazione acuta di metadone e benzodiazepine. L’ordinanza stamattina è stata notificata all’uomo in carcere dove si trova dalla fine dello scorso marzo per scontare una precedente condanna. In questa fase delle indagini la sua posizione è cambiata perché fino ad oggi il 64enne era indagato per morte come conseguenza di altro delitto. Il reato di concorso in omissione di soccorso viene invece contestato all’amica 23enne di Maddalena, una italiana di origini marocchine che lavorava con Maddy a Perugia. Anche lei quella notte si trovava nello stesso appartamento di via Vibio Mariano nel quartiere Cassia della Capitale ma per la giovane il Gip non ha ritenuto di dover applicare alcuna misura cautelare. La famiglia Urbani è tutelata dagli avvocati Marina Magistrelli  e Giorgio Beni di Ancona.

 

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Fonte CronacheAncona.it

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