«Evitando duplicazioni di produzioni conserviamo posti di lavoro sul territorio»

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Elica, aperto il tavolo al Mise: l’azienda disponibile a sospendere il piano strategico con gli esuberi


I vertici di Elica al confronto nella sede della Regione (foto d’archivio)

 

 

«Elica S.p.A. ha partecipato, presso la sede di Confindustria di Ancona, al tavolo tecnico richiesto dalle organizzazioni sindacali. All’incontro sono state coinvolte anche le rispettive Rsu di Mergo e Cerreto. L’azienda ha ribadito la propria disponibilità a dialogare con le parti sociali e le Istituzioni per rivedere il piano industriale presentato, affrontando la tematica su come mantenere le produzioni in Italia e riportarne altre dalla Polonia».Lo fa sapere un comunicato ufficiale della multinazionale di Fabriano. Che scende nel dettaglio dei contenuti discussi nel pomeriggio ad Ancona e spiega che «con la riorganizzazione presentata oggi si mantiene il criterio per il quale lo stabilimento di Mergo diventerà l’hub dei prodotti di alta gamma, caratterizzati da elevata specializzazione e qualità della manodopera, cioè quei prodotti “Made in Italy” per i quali Elica è famosa in tutto il mondo. Le produzioni ad alto volume e a maggiore standardizzazione e automazione dei processi, saranno realizzate nello stabilimento in Polonia. Questo consentirà di focalizzare i due stabilimenti (Italia-Polonia) su specifiche produzioni e di evitare duplicazioni». Elica, quindi, ha illustrato alle organizzazioni sindacali quali prodotti intende mantenere in Italia e quali far rientrare dalla Polonia. «Grazie a questa operazione sarà possibile diminuire di 80 persone il numero dei dipendenti coinvolti nel piano industriale e di conseguenza conservare i relativi posti di lavoro sul territorio. L’azienda auspica che tale proposta possa costituire il punto di partenza per una prima fase di confronto da approfondire presso il tavolo ministeriale. Elica, inoltre, si è resa disponibile a valutare le proposte avanzate dalle parti sociali per salvaguardare ulteriori posti di lavoro» chiude il comunicato. Erano 409 gli esuberi di personale annunciati a marzo nel piano strategico 2021-2023, oltre alle delocalizzazione in Polonia delle produzioni italiane e alla chiusura della stabilimento di Cerreto d’Esi.



Fonte CronacheAncona.it

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