Marche in zona gialla Covid? Acquaroli: «Allarmismo ingiustificato». Il prefetto di Pesaro-Urbino: «Ipotesi concerta e preoccupante»

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Marche in zona gialla Covid? Acquaroli: «Allarmismo ingiustificato». Il prefetto di Pesaro-Urbino: «Ipotesi concerta e preoccupante»

ANCONA – La notizia che nei giorni scorsi rimbalzava da Roma era quella delle Marche sotto la lente per quanto riguarda l’aumento dei contagi Covid, con il rischio, non imminente ma nella prospettiva di 3-4 settimane, di un ritorno alla zona gialla, con coprifuoco e altre limitazioni. Una notizia che il governatore Francesco Acquaroli smentisce con forza: «Classificare una regione come potenzialmente a rischio – ha scritto su Facebook – per una differenza di circa 4 casi positivi settimanali ogni 100 mila abitanti, e ampiamente sotto il dato che farebbe scattare la zona gialla, non sembra prevenzione quanto piuttosto un allarmismo attualmente ingiustificato». Non è sulla stessa lunghezza d’onda il prefetto di PesaroUrbino Tommaso Ricciardi: «La possibilità di tornare in zona gialla – ha dichiarato infatti al Ducato –  è fondata e mi preoccupa, come mi preoccupano le ripercussioni socio-economiche che ne deriverebbero in questa fase di ripresa».

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ACQUAROLI: «IN LINEA CON LA MEDIA NAZIONALE»

“Rispetto alle notizie di stampa apparse ieri – ha scirtto in lungo post sui suoi canali social il governatore Francesco Acquaroli -, che vorrebbero le Marche potenzialmente tra le Regioni a rischio di tornare in “zona gialla”, vorrei ricordare alcuni dati forniti dal Servizio Salute.
Il primo è che per andare in “zona gialla”, con le normative attuali, occorre registrare 50 nuovi positivi settimanali ogni 100 mila abitanti.
Mentre la media nazionale attualmente è di 11 nuovi positivi settimanali su 100 mila abitanti, nella nostra regione il dato ad oggi è di 14,45, cioè di fatto nell’ultima settimana abbiamo avuto in assoluto 51 nuovi positivi “in eccesso” rispetto alla media nazionale, circa 7 casi al giorno in più. Attualmente siamo molto lontani dal raggiungere i numeri che ci potrebbero riportare in zona gialla e di fatto siamo in linea con la media nazionale.
Mi preme aggiungere inoltre che nonostante i dati così esigui, il numero dei tamponi che noi effettuiamo giornalmente, nel tentativo di individuare e tracciare i positivi, ha raggiungo anche i 3000 giornalieri proprio per cercare di circoscrivere il virus ed evitare eventuali focolai. Ricordo anche che il numero dei ricoverati in questo momento per Covid nelle strutture sanitarie regionali è di 10 persone in tutto.
Questa mattina sono stato raggiunto dalle telefonate allarmate degli operatori turistici che dopo gli articoli di ieri stanno registrando molteplici disdette con conseguenti riscossioni di caparre. Io invito tutti ad essere attenti nel dare le informazioni, perché vorrei si evitassero danni economici ingenti a causa di una diffusione non veritiera dei dati inerenti la pandemia.
Facciamo attenzione perché nessuno di noi vuole apparire superficiale davanti alla gestione di questa crisi sanitaria, ma classificare una regione come potenzialmente a rischio per una differenza di circa 4 casi positivi settimanali ogni 100 mila abitanti, e ampiamente sotto il dato che farebbe scattare la zona gialla, non sembra prevenzione quanto piuttosto un allarmismo attualmente ingiustificato”.

RICCIARDI: «ZONA GIALLA SAREBBE GRAVE IN TEMPI DI RIPRESA»

“La possibilità di tornare in zona gialla – ha detto il prefetto di Pesaro Urbino, Tommaso Ricciardi, intervistato dal Ducato – è fondata e mi preoccupa, come mi preoccupano le ripercussioni socio-economiche che ne deriverebbero in questa fase di ripresa. Qualche virologo ha previsto un possibile ritorno in zona gialla. Uscire dalla zona bianca nel pieno dell’estate si tradurrebbe in una diminuzione significativa dell’indotto economico e sarebbe molto grave”. Il prefetto Ricciardi crede molto nella campagna vaccinale: “Abbiamo un’ottima percentuale di seconde dosi, ci sono alcuni no-vax, ma il loro numero non è tale da destare preoccupazione”. Sulla pandemia “il quadro non sembra drammatico, ma neanche roseo”.



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fonte Corriere Adriatico

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