Arrivano le bici “pirata” al porto. La manifestazione pro bici e skate proibiti da una ordinanza

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Arrivano le bici “pirata” al porto. La manifestazione pro bici e skate proibiti da una ordinanza


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Ancona 14/07/2021
– Scendono in manifestazione al porte delle associazioni che chiedono di eliminare l’ordinanza che ha proibito a biciclette skateboard e monopattini di circolare al porto: “Non siamo noi il pericolo, ma lo sono smog e inquinamento”

Arrivano spingendo la bicicletta o con lo skateboard sotto il braccio i manifestanti al sit-in organizzato presso la Fontana dei due Soli, nei pressi dell’arco di Traiano, per protestare all’ordinanza che ha visto il porto chiudersi a biciclette, skateboard e monopattini dei cittadini venuti a passeggiare al porto (restano invece concessi a chi si reca al porto per motivi di lavoro).

In risposta all’ordinanza si è creata spontaneamente il coordinamento Porto Aperto Ancona, al quale hanno aderito associazioni culturali, politiche, sportive e semplici cittadini. “È del 22 giugno l’ordinanza che impedisce l’accesso al porto di Ancona con biciclette skateboard e monopattini” ricorda Valerio Cuccaroni “Una ordinanza emanata senza motivazioni plausibili e giustificata arrampicandosi sugli specchi. Viene invocato il problema di sicurezza, ma sono ben altri i problemi di sicurezza in questo porto. Il problema della sicurezza è quello dell’inquinamento che fa milioni di morti, o dei traffici criminali del porto, altro che lo skateboard. Abbiamo deciso di organizzare il coordinamento Porto Aperto Ancona per ribadire ciò che è ridicolo: Siamo liberi di circolare con mezzi che non inquinano è fanno bene”.

“ Denunciamo la politica locale. Oggi sono assenti Sindaco, Assessori e gli altri consiglieri comunali” osserva Francesco Rubini, Consigliere comunale e capogruppo di Altra Idea di Città “È stato abdicato il progetto per cuore della città, ovvero il porto. Quella propaganda del “porto degli eventi” della ricucitura tra il porto e la città, si sta sciogliendo come neve al sole. Nel momento storico in cui il resto del mondo si apre alla mobilità dolce, ad un mondo fuori dal traffico, noi non solo andiamo a smentire quella propaganda ma andiamo ad imboccare una strada che porta al passato. Questo è lo spazio in cui i fallimenti di una politica che guarda al passato si stanno concretizzando”.

A partecipare anche Italia Nostra Ancona, rappresentata dal Presidente Maurizio Sebastiani. “Questa è la parte più storica di Ancona. Qui c’è il molo del Vanvitelli, l’Arco Clementino, l’Arco di Traiano e vogliono organizzare qui il porto croceristico e prevedere dei parcheggi, rifornimenti. Ci vengono a dire che i tir e l’inquinamento non sono pericolosi ma le biciclette sì. Non vogliono riconciliare la città con i cittadini perché qui devono continuare a intervenire con progetti che non prevedono l’accesso e la frequentazione dei cittadini”.

A prendere la parola anche l’avvocato Tommaso Rossi, presidente del Comitato Parco Ciclistico del Conero. “Quando il Comitato è nato, con l’idea di costruire un tratto di sicurezza ciclistica tra Ancona e il Conero ci aspettavamo ponti d’oro. Pensavamo che il turismo su due ruote fosse una grossa prospettiva per il futuro di una amministrazione che non sia miope. Ad un mese dalla nostra nascita invece ci siamo trovati questa ordinanza. In quella che era una delle poche zone dove si poteva stare in sicurezza in bicicletta adesso ci vengono a dire che le nostre biciclette sono il problema della sicurezza. Abbiamo raccolto in pochissimi giorni oltre 15 mila firme contro questa ordinanza e se siamo riusciti a farlo non è perché siamo bravi, ma perchè l’ordinanza da un punto di vista legale fa schifo ed è una ordinanza che fa ridere. Per la prima volta Ancona aveva un lungomare, poterlo percorre in bicicletta, in skate o in monopattino è anche un tema di accessibilità per chi non riesce a coprire le distanze camminando”.



fonte VivereAncona

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