Elica, Mangialardi: «L’azienda salva solo 80 posti sui 409 a rischio con la riorganizzazione proposta»

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Elica, Mangialardi: «L’azienda salva solo 80 posti sui 409 a rischio con la riorganizzazione proposta»


Maurizio Mangialardi

 

«Se la presentazione del nuovo Piano industriale aveva rappresentato un capolavoro di brutalità e insensibilità, la gestione della trattativa assume da subito i contorni di una presa in giro. Sembra davvero che non ci sia limite al peggio nel modo in cui la dirigenza di Elica Spa continua letteralmente a calpestare un territorio che ha dato tanto alla crescita dell’azienda fino a farne una prestigiosa multinazionale. Se comprendiamo bene, la riorganizzazione presentata ieri con la la revisione del Piano consentirebbe di salvare solamente 80 posti di lavoro sui 409 messi a rischio dalla proposta originaria. Dunque, non viene sostanzialmente meno l’arrogante progetto di delocalizzare in Polonia la gran parte degli impianti produttivi dando un colpo mortale al distretto industriale della montagna». A dichiararlo è il capogruppo regionale del Partito Demcoratico Maurizio Mangialardi. «Purtroppo – aggiunge il consigliere dem – avevamo visto lungo nel restare prudenti di fronte alle aperture di Elica, condividendo i tanti timori diffusi tra i lavoratori. E, alla luce di quanto sta avvenendo, appaiono ancora più tristi gli sciocchi trionfalismi con cui qualche giorno fa il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli attribuiva alla presunta fermezza del presidente Acquaroli l’apertura della trattativa. La verità è che Acquaroli ha gestito e continua a gestire da notaio il confronto tra azienda e sindacati, ben sapendo di non poter mettersi di traverso rispetto ai propositi del vero capo politico e morale della destra marchigiana, il cavaliere del lavoro Francesco Casoli, di cui peraltro ha collocato in giunta il suo ex assistente parlamentare Mirco Carloni. Ovviamente, come gruppo assembleare del Partito Democratico, siamo pronti a riprendere il sostegno alla mobilitazione dei lavoratori come abbiamo fatto fin dal primo momento, sapendo che dall’esito di questa vertenza passa gran parte del futuro del fabrianese».



Fonte CronacheAncona.it

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