«Le Marche non rischiano la zona gialla»

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«Le Marche non rischiano la zona gialla»


ANCONA – «Un allarmismo attualmente ingiustificato». Il governatore Francesco Acquaroli liquida le proiezioni, diffuse da giorni sulla stampa nazionale, che vorrebbero le Marche tra le quattro Regioni italiane più a rischio di tornare in zona gialla. In un post pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook, il presidente della giunta regionale, per fugare questi timori, mette in fila alcuni numeri, a partire dal parametro che le norme nazionali fissano per la zona gialla: 50 nuovi positivi settimanali ogni 100 mila abitanti. 


 
Ieri l’incidenza delle Marche è scesa a 14,45 positivi settimanali su 100 mila, al di sotto della media nazionale che è a 15,2. «Siamo molto lontani dal raggiungere i numeri che ci potrebbero riportare in zona gialla e di fatto siamo in linea con la media nazionale», fa notare Acquaroli, ricordando che nonostante contagi ancora tutto sommato esigui, «il numero dei tamponi che effettuiamo, nel tentativo di individuare e tracciare i positivi, ha raggiunto anche i 3.000 giornalieri, per cercare di circoscrivere il virus ed evitare i focolai». Notizie tranquillizzanti anche dagli ospedali: «Il numero dei ricoverati in questo momento per Covid nelle strutture sanitarie regionali è di 10 persone in tutto», scriveva Acquaroli, prima che nel pomeriggio il dato dei ricoveri salisse a 11.
Le disdette negli hotel
Il governatore teme soprattutto per l’immagine turistica della Regione, anche se le differenze nelle restrizioni tra zona bianca e gialla non sarebbero poi così marcate: il coprifuoco non scatterebbe comunque e le novità maggiori sarebbero nei limiti a tavola nei ristoranti. Una proiezione frettolosa da zona gialla, per il governatore, rischia di far scappare i villeggianti. «Sono stato raggiunto dalle telefonate allarmate degli operatori turistici che dopo gli articoli di ieri stanno registrando molteplici disdette con conseguenti riscossioni di caparre», scrive preoccupato di eventuali «danni economici ingenti a causa di una diffusione non veritiera dei dati inerenti la pandemia».
In effetti negli ultimi giorni la situazione nelle Marche sembra in fase di miglioramento, dopo una prima settimana di luglio davvero allarmante. La spinta verso l’alto della curva dei contagi, alimentata dai focolai di variante delta nella riviera Picena, ha prodotto l’impennata più vigorosa tra il 29 giugno e il 7 luglio, quando le Marche sono passate nel giro di 8 giorni da seconda regione italiana più virtuosa nel contenimento della circolazione virale (con un’incidenza settimanale di 4,6 ogni 100mila, dietro solo alla Liguria a 4) a seconda peggiore in Italia per diffusione dei contagi in base alla popolazione, con un’incidenza di 16,1 inferiore solo alla Sicilia (16.5). La variazione settimanale dei nuovi positivi era stata impressionante, con un +250% segnato il 7 luglio: 242 casi nella prima settimana del mese rispetto all’ultima di giugno (69). Una crescita esponenziale che però dall’inizio della seconda settimana ha rallentato, con un’incidenza che oscillato tra segno più e meno fino ad attestarsi ieri in discesa a quota 14,5, con i 19 nuovi positivi su 729 test molecolari per diagnosi. Ieri le Marche erano al settimo posto tra le regioni italiane per circolazione virale e anche nella provincia di Ascoli Piceno, che per dieci giorni ha viaggiato sopra quota 50, l’incidenza è scesa a 37 casi per 100mila residenti. 
Scesi anche gli incrementi settimanali, che nel weekend si erano attestati intorno al 33-35% ma ieri erano al +6%. Per rispettare il limite dei 50 nuovi positivi per 100mila abitanti, che segna il confine tra la zona bianca attuale e il ritorno in fascia gialla, una regione da un milione e mezzo di abitanti come le Marche non deve superare i 750 casi settimanali, 107 al giorno. Il trend attuale, per quanto al rialzo, vede crescere i contagi nelle Marche a una media giornaliera che nell’ultima settimana è stata di 31 casi, meno di un terzo della soglia d’allarme.
La mutazione contagiosa
Certo l’effetto del diffondersi anche nelle Marche della variante delta, un mutazione più contagiosa del virus destinata a prevalere sulle altre, è ancora in gran parte da decifrare. Specie se combinato con i bagni di folla che hanno accompagnato le imprese della Nazionale di calcio, fino alla maxi-festa collettiva di domenica notte in cui tutti (o quasi) si abbracciavano e urlavano senza mascherine come se l’epidemia da Coronavirus fosse un ricordo. Per ora la curva dei contagi, in rialzo dall’inizio del mese, resta disaccoppiata da quelle dei ricoveri per Covid e dei decessi. I pazienti in ospedale, che a fine giugno erano 20 (4 in terapia intensiva) ieri erano 11, con un +1 giornaliero dovuto anche alla stasi delle dimissioni. I positivi in terapia intensiva restano 2, con una saturazione dell’1% dei posti letto totali. E nelle Marche non si registrano decessi per l’epidemia ormai dal 4 luglio.

 



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fonte Corriere Adriatico

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