«Sull’idoneità alloggiativa il Comune non rispetta la legge regionale»

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«Sull’idoneità alloggiativa il Comune non rispetta la legge regionale»


Il Comune di Ancona

 

«Gli attestati di idoneità alloggiativa rilasciati ultimamente dal Comune di Ancona sono in violazione sia dei parametri previsti dalla Legge Regionale, sia di quelli specificatamente dettati dalla Delibera Regionale 538/2007, e riducono drasticamente il numero dei familiari che possono abitare in un determinato alloggio, bloccando illegittimamente numerose procedure di ricongiungimento familiare». E’ la denuncia dell’Ambasciata dei Diritti in merito ai parametri utilizzati dal Comune dorico per l’idoneità alloggiativa dei cittadini extra Ue. Si tratta – specifica in una nota l’Ambasciata – di un «documento obbligatorio richiesto per conseguire il nullaosta al ricongiungimento familiare: il cittadino non comunitario che intende ricongiungersi con i propri familiari, oltre a possedere i molteplici requisiti previsti dalla legge, deve anche comprovare la disponibilità di un alloggio idoneo ad ospitare il numero di persone che ci andranno ad abitare». L’attività di accertamento e certificazione (legata, per esempio, agli aspetti igienico-sanitari) è rimessa agli uffici comunali e  «non può essere né arbitraria, né discrezionale: deve necessariamente basarsi sui parametri di legge». In questo caso, legge regionale che «detta espressamente i parametri minimi di idoneità dell’alloggio in rapporto al numero di persone che vi possono abitare». Con una delibera del 2007, la giunta regionale ha determinato i parametri minimi abitativi da assumere come riferimento nei procedimenti di ricongiungimento familiare. «Per fare un esempio concreto di ciò che sta accadendo nel Comune di Ancona, per un’abitazione di 47mq è stata rilasciata l’idoneità abitativa per una sola persona, mentre secondo la Delibera Regionale sopra richiamata il medesimo alloggio di 47mq consentirebbe ai fini del ricongiungimento familiare la convivenza di 3 persone. Invitiamo pertanto il Comune di Ancona ed i relativi sportelli competenti a prendere conoscenza della legge regionale e della delibera sopracitata, al fine di modificare tempestivamente i parametri di idoneità abitativa applicati e di procedere al riesame e correzione degli attestati già rilasciati sulla base dei parametri errati ed illegittimi. Ci attiveremo da subito con dei casi pilota per monitorare la situazione e per portare fino in fondo questa nuova battaglia a tutela dei diritti fondamentali dei migranti che vivono ad Ancona».



Fonte CronacheAncona.it

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