Impennata dell’indice Rt per la variante Delta, Marche a rischio moderato ma numeri da zona bianca

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Impennata dell'indice Rt per la variante Delta, Marche a rischio moderato ma numeri da zona bianca


ANCONA – Contagi stabili rispetto alla settimana precedente, con un saldo addirittura leggermente negativo, mentre fa un balzo verso l’alto l’indice di replicazione del virus Rt, salito in sette giorni da 0,44 a 0,92, sospinto come nel resto d’Italia dalla contagiosità della variante delta, la mutazione genetica di Sars-Coi-2 molto più trasmissibile rispetto al ceppo originario e anche alla variante inglese.

 

 

 

Ma negli ospedali la situazione resta molto tranquilla, con indici di occupazione per Covid dei posti letto totali stabili sotto l’1% sia in Area Medica che in terapia intensiva. Questa la situazione dell’epidemia nelle Marche, fotografata dal monitoraggio settimanale della Cabina di regia Ministero della Salute-Istituto superiore della Sanità, con i dati aggiornati a giovedì per quanto riguarda l’incidenza di casi positivi e a domenica scorsa per la situazione ospedaliera. 

La classifica

Nella settimana monitorata per l’andamento dei contagi (9-15 luglio) i nuovi casi nella nostra regione sono stati 223 (il 6% in meno della settimana precedente) con un’incidenza di nuovi positivi pari a 14,9 ogni 100mila residenti, inferiore alla media nazionale (18,9) e all’11esimo posto nella classifica della circolazione virale nelle varie regioni italiane.
Con i dati di ieri – 52 nuovi positivi su 733 test molecolari per diagnosi – l’incidenza settimanale nelle Marche è risalita a 17 ogni 100mila abitanti, ancora ben distante però dal limite di 50 stabilito dalla normativa anti-Covid come soglia per ritorno delle regioni in zona gialla. Ieri c’è stato un leggero rialzo nei ricoveri, da 11 a 13, ma i pazienti in terapia intensiva restano soltanto due e nelle Marche non ci sono decessi correlati all’epidemia dal 4 luglio scorso.

L’indice

Molto più decisa invece la risalita dell’indice Rt, passato a livello nazionale nell’ultima settimana da 0,66 a 0,91 e tornato quindi a sfiorare l’1, la soglia limite della crescita epidemica, come non accadeva dallo scorso marzo. Nelle Marche siamo passati da 0,44 a 0,92 e anche se l’Rt non è più un indice cruciale per la definizione dei colori delle regione, resta comunque un indicatore della velocità con il virus riesce a trasmettersi. Per altro l’Rt, che viene stimato in base ai casii sintomatici, viene calcolato per motivi tecnici fino a circa 15 giorni fa e la stima non ha ancora fatto in tempo a intercettare completamente la risalita dei casi c’è stata dall’inizio di luglio. 
Anche per questo le Marche già nel precedente report avevano registrato un peggioramento della classificazione complessiva di rischio, passata da basso a moderato. Nel report di ieri altre otto regioni hanno seguito la stessa sorte e ora sono 19 le Regioni classificate a rischio epidemico medio, tutte tranne la Val d’Aosta e la provincia autonoma di Trento, le uniche rimaste a rischio basso.
Durante la Cabina di regia di ieri, è stata sottolineata l’importanza della campagna vaccinale, per impedire che la risalita della curva dei contagi possa far ripartire anche quella dei ricoveri ospedalieri e dei decessi, finora disaccoppiate. Nelle Marche il 61,23% della popolazione ha già avuto la prima dose e il 43,46% ha completato il ciclo anche con il richiamo. Ma ci sono ancora fasce d’età elevate dove ancora la quota dei non vaccinati è molto alta. Nella fascia 60-69 anni il 17% dei marchigiani non hanno fatto ancora nemmeno la prima dose, una quota che sale al 25% nella fascia 50-59.

 



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fonte Corriere Adriatico

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