Superbonus, nelle Marche 569 cantieri avviati. Il segretario nazionale Fillea Cgil: «Abbinare alla ricostruzione politiche del 100%»

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ANCONA – Sono oltre 560 i cantieri avviati nelle Marche grazie all’ecobonus 110%. Il dato è stato fornito nel corso dell’incontro promosso da Cgil ad Ancona, al Conero Break, al quale erano presenti anche il segretario nazionale Fillea, Graziano Gorla e dello Spi, Mina Gilloni.

Una opportunità per la riqualificazione urbana ed energetica del patrimonio edilizio che sta mostrando i suoi effetti positivi sul rilancio dell’edilizia. Nelle Marche al 1° luglio erano 569 i cantieri avviati con il superbonus, per un ammontare ammesso a detrazione di circa 70 milioni di euro, un incremento notevole se si pensa che al 31 dicembre 2020 i cantieri attivi in tutta la regione erano solo 43 per un importo pari a 7 milioni.

In provincia di Ancona sono oltre 200 i cantieri avviati per un importo che si aggira sui 30 milioni, con un incremento  della massa salari, che segna un +30,7% da ottobre 2020 a maggio 2021 rispetto a ottobre 2019-maggio 2020, nella cassa Ance e un +25% nella cassa edile Cedam. A crescere sono state anche le aziende del settore, +150 unità, e il numero dei lavoratori assunti o riattivati, +1.000.

Graziano Gorla, segretario nazionale Fillea Cgil

Parla di strumento fondamentale, Graziano Gorla, che evidenzia il fatto che «il patrimonio edilizio va mantenuto, dobbiamo dare benessere ai cittadini, anche perché l’impegno all’efficientamento energetico per prima cosa serve a noi. Entro il 2050 – ricorda – andremo alla decarbonizzazione, una scelta politica e strategica dell’Europa e dobbiamo prepararci a fonti alternative: le nostre case sono quelle che producono il 40% di ossido di carbonio».

Il segretario nazionale Fillea Cgil sottolinea che nelle Marche colpite dal sisma «alla ricostruzione si possono abbinare politiche del superbonus al 100%», così da puntare «a zero consumo di suolo, perché le case ci sono, bisogna ricostruirle per essere più attenti al tema ambientale, un grande amico della trasformazione».

La misura, una delle più importanti assunte nel settore negli ultimi anni, che scadrà nel giugno 2022, oltre all’efficienza energetica, guarda anche alla messa in sicurezza antisismica, all’abbattimento delle barriere architettoniche per disabili e over 65 e agli interventi per la qualificazione degli spazi interni.

Domenico Sarti, segretario generale Spi Cgil Ancona

Domenico Sarti, segretario generale Spi Cgil Ancona, ha ricordato i risultati conseguiti dal sindacato nell’apportare miglioramenti alla misura, come l’estensione del bonus oltre il 2021 e alle opere di eliminazione delle barriere architettoniche per i disabili e per gli anziani, «misure che abbiamo voluto far inserire all’interno del provvedimento».

Il segretario generale Fillea Cgil, Daniele Boccetti, ha sottolineato che l’anconetano in generale e il capoluogo in particolare «hanno un forte bisogno di interventi programmati e anticiclici che restituiscano lustro, prospettiva e sostenibilità alle diverse città. Il combinato di super bonus, bonus facciate e bando per le periferie ci consegnano una realtà provinciale molto dinamica che però necessita di norme ad hoc che proroghino i benefici del superbonus almeno fino al 2025 come richiedono da tempo Fillea, Legambiente e Spi».

Daniele Boccetti, segretario generale Fillea Cgil

Con le risorse del Recovery Fund è «importante fare investimenti e interventi di settore che abbiano una ricaduta sul territorio» spiega, oltre che a livello occupazione: «Se vogliamo che questa misura continui a fare questa specie di miracolo, deve essere prorogata almeno fino al 2025».

Tra le criticità evidenziate nel corso dell’incontro, il fatto che l’accesso agli incentivi sia previsto solo per edifici per i quali possa essere attestata una conformità amministrativa, in Italia sono 3 milioni circa quelli che non l’hanno, poi gli strumenti finanziari connessi alla cessione del credito. Secondo Boccetti le aziende devono mettersi in condizione di programmare le attività da svolgere per recuperare personale qualificato e formato e devono fare «gli investimenti necessari. Con la scadenza attuale e senza correttivi suggeriti, tutto rischia di esaurirsi in una brusca accelerata e una repentina frenata senza una vera prospettiva».

Sarti ha invece auspicato interventi sulla residenzialità pubblica e popolare per favorire gli adeguamenti strutturali con l’abbattimento delle barriere architettoniche e per migliorare la qualità delle abitazioni, «così da renderle più a misura di anziano».





fonte Centropagina

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