Cani malati nell’allevamento sequestrato: gli animalisti ricevuti in Regione

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Cani malati nell’allevamento sequestrato: gli animalisti ricevuti in Regione


Alcuni cani dell’allevamenti di Trecastelli

 

 

Dopo i tanti appelli lanciati dalle associazioni ambientaliste per il focolaio di brucellosi prima e l’epidemia di Parvovirus dopo che continuano ad affliggere i 600 cani dell’allevamento sequestrato a Trecastelli, domani mercoledì 21 luglio alle ore 16 le associazioni saranno finalmente ricevute a Palazzo Leopardi, una delle sedi della Regione Marche ad Ancona. «Per troppo tempo la situazione dell’allevamento di cani è stata sottovalutata, i nostri avvertimenti ignorati, le nostre richieste neanche considerate finalmente qualcosa si sta muovendo.- sottolineano in una nota congiunta Enpa, Lav, Leidaa, Indc e Oipa – La Regione Marche che ha già annunciato misure per affrontare la situazione ha risposto alle richieste di incontro delle nostre associazioni che saranno ricevute dall’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, dall’assessore alle Politiche del lavoro, Urbanistica, Tutela del territorio, Ambiente, Protezione Civile ed Edilizia Pubblica, Stefano Aguzzi, dal segretario generale, Mario Becchetti, e dal dirigente della Protezione Civile regionale David Piccinini». Per gli animalisti «si tratta di un positivo passo sia il fatto che, a distanza di sei mesi dal sequestro, sia stato istituito il tavolo tecnico da noi richiesto per gestire la delicata situazione degli animali aggravatasi da un’epidemia di Parvovirus che ha mietuto, da inizio luglio a oggi, oltre 120 vittime, sia che è intento della Regione sbloccare le adozioni. A ciò si aggiunge il fatto che l’Asur si farà carico dell’assistenza sanitaria di base dei cani con la possibilità di avvalersi, per le prestazioni specialistiche, dell’Unicam in virtù di una specifica convenzione regionale e che ha individuato ulteriori due veterinari che saranno dedicati specificatamente per queste attività».

Restano inoltre in piedi le altre richieste avanzate dalle associazioni sia pubblicamente che nelle lettere alle autorità competenti: l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con la partecipazione di due rappresentanti delle Associazioni e la nomina di un “coordinatore tecnico” per la gestione sanitaria dei cani; l’adozione di un protocollo per la gestione sanitaria degli animali che vada oltre le misure anti-brucellosi e la somministrazione delle terapie antibiotiche agli animali attualmente positivi alla Brucella; disposizioni chiare circa le adozioni dei cani; il reintegro dei volontari a cui attualmente è vietato l’accesso alle strutture e la formazione di tutti gli operatori che interagiscono con gli animali.«La vicenda dell’allevamento di Trecastell- riepilogano le associazioni – si trascina almeno dall’agosto del 2018, quando i carabinieri rilevarono che il numero degli animali presenti eccedeva di molte volte quello autorizzato e sottoponevano la struttura a sequestro amministrativo. I problemi di sovraffollamento, dovuti principalmente alla riproduzione incontrollata, continuarono e nel maggio 2020, quando si scoprì il focolaio di Brucella, i cani erano circa 600». Nel gennaio di quest’anno è poi arrivato il sequestro giudiziario, ma tra incertezze, rinvii e rimpalli di responsabilità la situazione è peggiorata ulteriormente finché alla brucellosi si è aggiunta la parvovirosi.«Ci auguriamo – concludono le associazioni – che d’ora in poi l’emergenza sia affrontata per quello che è: un episodio gravissimo, di portata nazionale, che è già costato la vita a moltissimi animali e richiede misure appropriate e adeguatamente finanziate nel tempo».

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Fonte CronacheAncona.it

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