Elica conferma al tavolo del Mise la sospensione dei licenziamenti

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Vertenza Elica, la protesta si sposta dalle piazze dentro le fabbriche


 

Elica conferma la sospensione del piano industriale 2021-2023 on i 409 esuberi che comprende anche al tavolo del Mise. All’incontro di oggi pomeriggio che si è svolto in videoconferenza, hanno partecipato i vertici della multinazionale di Fabriano e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e degli enti locali. «Lo riteniamo un primo risultato positivo, ottenuto grazie alle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori di Elica, che consente di proseguire il lavoro svolto finora nel tavolo tecnico tra azienda e sindacati territoriali e il confronto per discutere in modo concreto e costruire insieme un nuovo piano industriale – commentano Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom e responsabile del settore elettrodomestico, e Pierpaolo Pullini della Fiom Ancona – Per quanto riguarda la prosecuzione del tavolo quindi per noi resta fondamentale continuare a perseguire i due obiettivi che sono stati condivisi, nelle fasi finali dell’incontro e dopo nostra ripetuta sollecitazione, anche dall’azienda: salvaguardare il futuro dell’azienda e l’occupazione, ritirando il precedente piano, e non solo i suoi effetti, e proseguire un confronto costruttivo per un piano industriale che garantisca la piena occupazione, mantenendo il ruolo d’eccellenza che un’azienda come Elica ha acquisito negli anni».

Per la Fiom, un lavoro di questo tipo «è di estrema importanza soprattutto al fine di tutelare una storica azienda italiana nel settore dell’elettrodomestico, una delle ultime ormai scampate al ratto delle multinazionali che negli ultimi anni hanno acquisito competenze, stabilimenti e professionalità senza garantire sviluppo e produzione, anzi – come sta accadendo con la Whirlpool – decidendo di chiudere stabilimenti per puro profitto». L’obiettivo prioritario resta quindi quello «di lavorare insieme per la salvaguardia del futuro di Elica» che «significa quindi tutelare il futuro industriale di un’azienda italiana, del territorio in cui opera e di tutte le lavoratrici e lavoratori che hanno contribuito in modo fondamentale a farne un’eccellenza nel settore. Siamo disponibili a discutere su tutti gli strumenti che saranno necessari per portare avanti un progetto di un piano industriale condiviso ma solo a condizione che non vi sia nessun licenziamento, condizione che riteniamo vincolante anche per un impegno pubblico» chiudono Tibaldi e Pullini.



Fonte CronacheAncona.it

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