“Le sentenze di Epicuro sono potenti, sono in grado perfino di abbattere radicati pregiudizi”

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Ancona 22/07/2021
– Emidio spinelli, storico della filosofia antica, si è laureato con una tesi sui Papiri Ercolanesi all’università della Sapienza di Roma presso la quale è oggi docente ordinario di Storia della filosofia antica nella facoltà di Lettere e Filosofia. Al Festival Epicureo affronterà il tema del “Piacere”.

Si è laureato nella stessa università dove attualmente insegna. Ha sempre pensato di voler diventare docente nella stessa facoltà dove si è formato?

Posso dire che non l’ho sempre pensato, ma sicuramente l’ho fortemente sperato, sin dal momento in cui mi sono laureato in Sapienza e ho successivamente svolto lì il mio dottorato e post-dottorato. Grazie anche ad alcune decisive esperienze di formazione all’estero, poi, ho potuto coronare il mio sogno e contribuire a promuovere didattica e ricerca nel mio Ateneo di origine.


Ci sono dei consigli che si sente di dare agli studenti di filosofia?

Credo sia sempre arduo dare consigli di fronte a un mondo così complesso e anche difficile; visto però che debbo rivolgermi a una platea di studentesse e studenti che già hanno fatto una scelta molto precisa e impegnativa, quella degli studi filosofici, allora mi sentirei di invitarli a coltivare almeno due aspetti importanti, direi quasi due virtù fondamentali per dare senso ai loro sforzi: la curiosità, in primo luogo, alimentata dalla serietà e dalla volontà di conoscere e di capire ogni posizione, ogni sfumatura di ciò che li circonda; e, ancor più a fondo, il senso di responsabilità, che, andando oltre gli stretti confini del proprio io, sappia aprirsi agli altri e a tutto ciò che è altro.


Di cosa ci parlerà al festival di quest’anno?

L’obiettivo è quello di tornare a riflettere sulla cruciale dottrina epicurea per cui il piacere è principio e fine della vita felice, nel senso che esso non può non essere il cominciamento di ogni nostra azione volta a soddisfare i bisogni elementari del vivere quotidiano, ma nello stesso tempo esso deve rappresentare anche il punto di arrivo di una faticosa costruzione della nostra esistenza, affidata al “sobrio calcolo” delle contingenze, ma soprattutto praticata in modo non solitario, quanto piuttosto entro i confini dell’amicizia, che si nutre di una medesima visione del mondo e della sicurezza di un sostegno costante.


Pensa che una sola lezione di Filosofia sul piacere di Epicuro possa in qualche modo aiutare chi la segue a diventare più felice?

Mi piacerebbe poterlo credere, ma sicuramente non è così facile attribuire un simile, immediato, enorme, taumaturgico potere alla parola di Epicuro, che va studiata a fondo, con prudenza e con estrema accuratezza. Altrettanto vero, però, è che le sue dottrine, affidate spesso a sentenze di massima potenza ed efficacia mnemonica, sono in grado anche da sole, una volta pronunciate, di scuotere vecchie certezze e perfino di abbattere radicati pregiudizi. Ascoltiamo allora la sua voce: “Grida la carne: non aver fame non aver sete non aver freddo; chi abbia queste cose e speri di averle, anche con Zeus può gareggiare in felicità” (Epicuro, Gnomologio Vaticano 33). Non siamo, così, già sulla strada della felicità?

La partecipazione a tutti gli eventi del Festival Epicureo è gratuita, ma è necessario prenotare via mail scrivendo a infinito@epicuro.org.



fonte VivereAncona

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