«Era quasi meglio il lockdown»

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«Era quasi meglio il lockdown»

Via della Loggia, adesso è odissea vera. Le transenne del cantiere, da lunedì, ostacolano l’accesso diretto ai negozi (GUARDA IL VIDEO). La via è chiusa per alcune decine di metri e chi vuole entrare nei locali, tra cui esercizi di ristorazione, che si trovano in quello spazio è costretto a una gimkana passando per via Catena e “circumnavigare” l’isolato. Risultato? Clientela ridotta all’osso: «Tra ieri e oggi ho venduto lo stesso numero di sigarette che prima vendevo in una mattinata, per noi questo è un nuovo lockdown» commenta il tabaccaio Maurizio Caimmi. Va già duro anche Alfonso Scala, titolare della pizzeria Napoli’s: «Il lockdown era quasi meglio, potevamo lavorare con l’asporto, ora la situazione è critica. Il cliente non passa praticamente più e non sappiamo se riusciremo a galleggiare come abbiamo fatto durante la chiusura». Sì, perché il termine dei lavori è stimato per il 16 novembre, ma già circola l’ipotesi di un prolungamento. In quel caso i lavori si fermerebbero per il periodo di Natale, per poi riprendere a inizio 2022. «Lavorare 20 giorni quando la gente si sarà abituata ad andare altrove? Non avrebbe quasi senso» continua il tabaccaio. Preavviso? «La voce che il cantiere si sarebbe esteso in questo modo è iniziata a circolare giovedì, venerdì gli operai mi hanno parlato dell’esistenza di un’ordinanza- racconta ancora Caimmi- ieri ho trovato questa situazione e ho avuto un colloquio abbastanza vivace con l’assessore, gli ho chiesto perché non siamo stati avvisati a tempo debito del fatto che da lunedì la strada sarebbe stata chiusa».




Il carico e scarico è un’impresa. «Stamattina ho trovato aperto il cantiere perché qualcuno ha forzato l’accesso in nottata, domattina per ritirare i pacchi di giornali con relative riviste e allegati dovrei fare tre viaggi passando per via Catena» spiega il tabaccaio. «Parlando con degli assessori ci è stato prospettato un sostegno economico, ma a me questa parola fa ridere- spiega Alfonso Scala- l’abbiamo già visto con il Governo cosa ci è stato dato, cosa possiamo aspettarci dal Comune? A me è stato detto che il problema non ce l’ho, perché i miei clienti possono entrare da via Catena. E’ vero, ma chi esce di casa e viene da me per prendere una pizza vede la strada chiusa, fa marcia indietro e torna a casa. Posso solo auspicare che i lavori finiscano presto, riaprire come una volta e sperare che il cliente non si dimentichi di noi con il tempo».

 









fonte AnconaToday

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