«Sospendere tutto». Acquaroli risponde così

0
5
«Sospendere tutto». Acquaroli risponde così


ANCONA – Da una parte tre parlamentari del Pd (Morani, Verducci e Morgoni) che chiedono «la sospensione per ragioni di trasparenza» del percorso dei contratti istituzionali di sviluppo, strumento messo in campo per il rilancio delle aree del sisma che ha visto l’aggiudicazione nelle ultime ore di 100 milioni per progetti destinati alle Marche. Dall’altra la Regione Marche che, invece, plaude al percorso durato mesi svolto da Palazzo Raffaello insieme alla cabina di regina del commissario per la Ricostruzione insieme a Invitalia e Agenzia per la Coesione.

 

Lo scontro frontale tra centrosinistra e centrodestra si consuma a poche ore dall’ufficializzazione delle tre fasce di priorità secondo cui sono stati divisi gli oltre 130 progetti presentati per un totale di 900 milioni di spesa. 

 

Solo 20 progetti ammessi
Di questi 130 progetti solo una ventina di elaborati sono stati ammessi per 100 milioni di spesa. Diversi del Maceratese e del Piceno, pochissimi del Fermano. Ce n’è abbastanza in area Pd per attaccare ventre a terra. «Su questo tema – scrivono Morani. Verducci e Morgoni – rivolgeremo un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, per sapere se il ministero abbia indicato alle Regioni i criteri per la raccolta dei progetti, visto che alla Regione Marche sono confluiti dai Comuni progetti per oltre 900 milioni di euro senza che sia stata esercitata alcuna azione di orientamento e di coordinamento con i Comuni stessi». 

La selezione «poco chiara»
«È poi particolarmente grave – scrivono ancora i deputati dem – che la Regione abbia provveduto a selezionare 20 progetti, per un importo complessivo di 91.132.000 euro, senza che si conoscano né i criteri della scelta, né il soggetto incaricato di questo compito. Un vero sfregio a trasparenza e correttezza amministrativa». I tre parlamentari di centrosinistra continuano e concludono. «Chiederemo inoltre al ministro – sottolineano – se abbia provveduto al controllo su quanto stabilito dalla Regione Marche e se siano accettabili e legittime le scelte di finanziamento su progetti inesistenti o tutti da sviluppare (cioè, non cantierabili). Lascia ancor più perplessi il fatto che uno dei progetti presentati assorba da solo un terzo dei fondi previsti (30 milioni di euro, quello per gli impianti di Sarnano, ndr) per l’intera Regione». Segue la stoccata finale. «È naturale che siano stati ammessi progetti co-finanziati, ma privi di atti amministrativi che concretamente prevedono il co-finanziamento? – chiedono gli esponenti del Pd – È solo frutto del caso che quasi il 90% dei progetti finanziati appartenga ad amministrazioni di destra?».

La risposta della Regione
La risposta della Regione è indiretta, non si abbassa alla polemica e si può trovare nel comunicato diramato da Palazzo Raffaello: «Sono convinto che anche progetti che in questo momento non sono rientrati nel finanziamento, – ha spiegato Acquaroli – ma che rappresentano una opportunità per i territori, saranno finanziati nelle prossime, imminenti, occasioni». Nella nota della Regione si legge che negli scorsi mesi erano stati svolti diversi incontri con i sindaci. La Regione aveva validato tutti i progetti ricevuti e Invitalia aveva presentato i requisiti per la prima selezione: «Strategicità, grado di maturazione del progetto – dettaglia l’assessore Castelli – capacità di produrre sviluppo. Ci sono ancora tanti soldi da spendere. Ci saranno opportunità per tutti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



© RIPRODUZIONE RISERVATA





fonte Corriere Adriatico

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here