Oltre 40 vignaioli indipendenti marchigiani al Mercato dei vini di Piacenza

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Oltre 40 vignaioli indipendenti marchigiani al Mercato dei vini di Piacenza


ANCONA – Numerosi produttori di vino associati alla Fivi, Federazione di vignaioli indipendenti, si ritroveranno nei prossimi giorni all’Expo Piacenza, dove da sabato 26 novembre a lunedì 28 novembre si svolgerà l’undicesima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Saranno tre padiglioni interamente dedicati a quasi novecento “vignaiole e vignaioli”, come recita il sito dell’evento, provenienti da tutta Italia, più una tensostruttura che ospiterà decine di “artigiani del cibo”. Tra i vignaioli (e vignaiole), oltre quaranta marchigiani pronti a far assaggiare i propri vini ai tantissimi appassionati, curiosi e addetti ai lavori che si sono dati appuntamento a Piacenza. Non solo ma soprattutto vino, dunque, il prodotto della terra, della mente e delle mani di tanti piccoli vignaioli che si ritrovano, sotto l’egida della Fivi, per questa manifestazione “b2c” che dopo le restrizioni dettate dal Covid torna a riscuotere l’attenzione di tutto il Paese.

«Quella di Piacenza è una mostra mercato – spiega Matteo Chiucconi, azienda Angeli di Varano ad Ancona – che ci permette di incontrarci con persone che vengono dai posti più diversi. Ci si ritrova, si assaggia insieme, e le persone acquistano il vino per Natale. Perlopiù privati, ma anche ristoratori. L’appuntamento è una risposta differente da parte dei vignaioli che si riuniscono in questa fiera, un’unione che ci serve anche per andare ai tavoli regionali e nazionali per difendere i nostri diritti. Un evento assolutamente positivo, è una delle poche fiere che vale la pena presenziare. Importante specie in questo momento: noi che produciamo vino rosso durante la pandemia abbiamo avuto maggiori difficoltà a causa delle chiusure invernali, ma abbiamo continuato a vendere grazie soprattutto alla consegna a domicilio. Stiamo riprendendo a piccoli passi, adesso i problemi sono altri, di tipo economico, adesso incidono di più l’inflazione e il caro-energia».

«L’appuntamento di Piacenza – aggiunge Paolo Berluti, azienda La Calcinara a Candia di Ancona – serve soprattutto per l’assemblea dei soci Fivi. Lo scopo è politico: dare voce ai piccoli vignaioli, che rappresentano il 30-40% della produzione italiana di vino. È l’unico modo per farci sentire. Naturalmente è anche una vetrina di presentazione che aiuta i soci, ma il primo significato resta quello politico, per fare massa critica di fronte ai grandi produttori, per acquistare popolarità, per spiegare le differenze tra la viticoltura di massa focalizzata solo al mercato e quella del piccolo artigiano che difende la sua territorialità e la sua unicità. Prima bisogna difendere e valorizzare il proprio lavoro. Poi andiamo a Piacenza anche per vendere, certo: ci sono aziende che arrivano con un pallet di vino, anche se per noi non è mai stato così. L’evento è frequentato sempre più da ristoratori e importatori, cosa che naturalmente ci fa piacere».

«È l’appuntamento più importante, per noi vignaioli – commenta Massimo Palmieri, azienda Tenuta San Marcello a San Marcello (An) – un appuntamento molto sentito per le Marche che hanno una rappresentanza davvero elevata in rapporto al numero di abitanti. Ormai il Mercato della Fivi è diventato il secondo appuntamento vinicolo più importante dopo il Vinitaly. Oggi c’è stato il consiglio che prepara l’assemblea e ho partecipato come delegato Marche. In occasione del Mercato sarà presentato il dossier-burocrazia che presenteremo al Ministero delle politiche agricole, al fine di sensibilizzare il Governo sulla semplificazione delle attività burocratiche cui siamo sottoposti. Siamo realtà piccolissime, e il tempo che impieghiamo nella burocrazia lo sottraiamo alla promozione del territorio. La pandemia ha sospeso l’appuntamento per due edizioni, ma quest’anno con le prevendite siamo già al +20%, ci aspettiamo un risultato ben oltre le aspettative, sabato e quasi sold-out. E poi l’evento di Piacenza è un momento d’incontro tra ristorazione, vignaioli e consumatori che possono accedere con il carrello, occasione unica per fare la scorta di vini comprando direttamente dal vignaiolo».





fonte Centropagina

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